Tra le proposte emerse nel corso del Green Med Forum di Alessandria d'Egitto, che si è concluso il 7 maggio scorso, alcune potrebbero avere un particolare significato per il settore dei prodotti biologici freschi.Il Forum è arrivato a fissare un punto di partenza e un punto di arrivo. Il punto di partenza è che oggi, nonostante alcuni piccoli tentativi di creare dei sistemi a rete mediterranei, il Mediterraneo come elemento di coagulo di iniziative non esiste. Il punto di arrivo è che, in attesa di vedere cosa l'Unione per il Meditarraneo lanciata da Sarkozy riuscirà a fare, vanno create strutture sovranazionali in grado di lanciare e sorreggere iniziative comuni: strutture come associazioni, consorzi, federazioni, fino a creare un "ombrello" comune.
Faccio un esempio concreto: oggi esistono limoni (questo è un prodotto tipicamente mediterraneo) siciliani, spagnoli, marocchini, egiziani, turchi, greci, prodotti e commercializzati secondo filiere nazionali, proprie di ciascun Paese. Essi seguono mille rivoli per raggiungere i mercati di sbocco e i consumatori finali, dalla Germania alla Russia, dalla Scandinavia al Giappone. E' inevitabile che sia ancora così in futuro. Si tratta di aggiungere a queste produzioni l'elemento comune: l'essere tutti questi limoni dei limoni mediterranei. Un marchio comune, quindi, particolarmente certificato e garantito, dovrebbe dare un valore aggiunto nel mercato globale a questo prodotto. Per arrivarci bisogna discuterne a livello di certificatori, di produttori, di esportatori, a livello associativo e politico, discuterne attraverso entità che si facciano portavoce del Mediterraneo.
Ad Alessandria è stata lanciata una di queste entità possibili: Assomedmarkets, un'associazione che avrà sede a Roma e metterà insieme non solo i dirigenti dei mercati all'ingrosso del Mediterraneo ma anche associazioni e federazioni di categorie nazionali che credono in un futuro, in uno sviluppo condivisi nel Mediterraneo. Assomedmarkets dovrebbe portare nei mercati all'ingrosso iniziative di rete in grado di portare al risultato di creare finalmente il Mediterraneo. Per i prodotti biologici in senso stretto, un marchio "bio-med" penso sarebbe una gran cosa. Ma esso appunto non può nascere dalla buona volontà di qualcuno, sarebbe un'iniziativa troppo piccola. Occorre creare prima strutture organizzative adeguate. Questa è la sfida impegnativa, che sarà oggetto anche dei prossimi Green Med Forum, dove il biologico dovrà avere un peso maggiore di quello avuto ad Alessandria.
Antonio Felice




